Ancora nuove proposte

Cari amici soci,
le proposte stanno fioccando numerose e tendono a focalizzarsi attorno ad alcuni temi fondamentali: come migliorare la vivibilità di Pavia in tutti i suoi aspetti, come accrescere la disponibilità di spazi ad uso sociale, come affrontare il tema del disagio,la cura della cosa pubblica, come portare a Pavia il cinema emergente (per esempio i film storici sui 150 anni del Paese), lanciare un’iniziativa per pubblicare un volume sull’Archivio Chiolini, una città a misura di bambino. Proverò a sintetizzare alcuni dei temi più “gettonati” nei vostri interventi in un testo ragionato, necessariamente sintetico, che sottoporrò in primo luogo agli amici del consiglio direttivo. Proporrò che ci si riunisca per decidere il famoso “che fare” concreto, tenendo ovviamente informati tutti quanti i soci.

A presto. Ecco qui sotto le ultime proposte pervenute.

Silvio Beretta

Cari amici,
tutte le vostre condivisibilissime proposte creano già un piccolo problema di selezione! A meno di non cominciare a “mettere a tema” la “cura della cosa pubblica”, nella quale rientra quella nei confronti della città, alla quale fanno riferimento diverse fra le proposte formulate. E così si eviterebbe qualsiasi ridicola autoreferenzialità “lombarda”! In concreto, e in quel contesto, la proposta specifica di Paolo Ramat sul cinema mi parrebbe un ottimo inizio. Saluti.

Ettina Confalonieri

Cari amici,
raccolgo alcune delle idee lanciate e cerco di elaborarle.

-sono d’accordo sul promuovere una riflessione sul tema di una città “amica dei bambini” perché una città amica dei bambini (mobilità sostenibile, spazi verdi, qualità dell’arredo urbano etc.) ha buone probabilitò di essere una città amica di tutti: vorrei che si cominciasse dal confrontarsi con “buone prassi” nazionali e internazionali.
– da cinefila sono favorevole a iniziative volte a far tornare il cinema in città e rafforzare la cultura cinematografica e l’amore per il cinema. Anch’io preferirei iniziative che portino a Pavia il cinema emergente, perchè la riduzione dell’offerta locale a pochi prodotti di cassetta (con mesi interi di soli cinepanettoni) marginalizza il pubblico pavese dai circuiti del cinema di qualità e dall’innovazione . Quindi nuovi autori, corti, cinematografie emergenti, film in lingua originale, e tutto ciò che non si vedrà mai nelle (da me aborrite) multisale delle cinture urbane.

Sono d’accordo con quello che dice Eugenio Critelli su una città che sembra divenire sempre più arroccata e provinciale. Credo per questo che qualsiasi iniziativa debba articolarsi a partire da un rapporto con la cultura europea, coi temi del discorso pubblico europeo : scivolar via dall’Europa, che è stata l’ambito in cui questa città e questa università sono fiorite nel passato , chiuderci in una Lombardia sempre più rozzamente autoreferenziale, è una iattura da cui dovremmo cercare di metterci al riparo, anche quando avviamo iniziative circoscritte ad ambiti specifici e concreti o alla valorizzazione di tradizioni locali.

Carlo Pelfini

Un “contenitore delle offerte culturali”. È stato detto in sala che sono molte, è vero, ma alcune sono o sembrano nascoste all’interno di collegi o associazioni o sparse in vari siti. L’università, il comune o lo stesso socrate, potrebbero raccoglierle e ritrasmetterle ai soci o a chi ne faccia richiesta via mail.

“Socrate all’osteria”. Carlo Petrini ha ribadito il valore culturale di osterie e di cibi e di produzioni gastronomiche locali e di nicchia, in accordo con il locale slow food, e le non poche confraternite, Socrate potrebbe essere coordinatore-promotore segnalatore di iniziative, di locali (ovviamente evitando auto promozioni.di gestori) di produzioni, etc.

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